Cansei de ser Splinder

E così sia. Finalmente mi sono deciso a fare quello che mi ero prefissato di fare già da tempo e ho mollato quel rottame di Splinder per migrare verso WordPress, anticipando involontariamente la chiusura ufficiale del (dis)servizio.

splinder culo.

Inutile dire che non c’è paragone: quello che sto scrivendo ora non è molto di più di un crash-test e già mi rendo conto di quanto buon senso e usabilità ci sia dietro. Un sistema garabatamente sensato fatto per normodotati informatici. Just write, mi dice il sobrio avviso in basso a destra prima di rendersi ancora meno invadente di quanto già non sia, lasciando solo una pagina bianca. Idem per il template: fanculo HTML, CSS e cianfrusaglie varie, viva l’interfaccia grafica in cui trascini gli oggetti e li personalizzi come vuoi tu senza il minimo sbattimento. Ah, che figo.

Il prossimo passo sarà decidere cosa fare con i vecchi post. La maggior parte l’ho già cancellata dalla vecchia piattaforma, dei pochi che ho conservato ne rimane comunque una copia carbone sull’hard disk. A questo punto sono solo indeciso sul da farsi:  ripubblicarli retrodadati (un’idea che al momento non mi esalta)? Salvarli come PDF e piazzarli su Scribd (forse poco pratico, ma almeno ce li si può leggere)? Lasciar perdere tout court e resettare tutto)?

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